Eppur sopravvivo
Tra festini e dopo sbornie
Tra lavori ed altre rogne
Tra giornate umide
E notti bianche d’afa
Tra risvegli mattinieri
E corse in autobus
Tra impegni accumulati
Impossibili da smaltire
Tra amici che partono
Ed altri che tardano a tornare
Tra vaghi futuri progetti
Eppur sopravvivo
Tra bottiglie vuote di vino
E pagine da scrivere
Tra sigarette fumate a metà
E biglietti scaduti nelle tasche
Tra libri iniziati da mesi
e viaggi progettati
Eppur sopravvivo
Nel tumulto di questa estate cittadina
Accaldato e dissennato
Vado avanti e mi ritaglio un angolino
Di spazio tra il mondo che mi circonda
E quello che mi infesta
Prima o poi tornerò
Prima o poi.

L'attesa è stata lunga, ma eccoci finalmente pronti ad inaugurare
il nuovo corso del GruppoTrinacria. Fondato nel 2002 per creare
un punto di riferimento in Sicilia, all'epoca senza scuole e senza editori, adesso sembra passata una eternità: grazie al Gruppo sono andate a segno numerose iniziative,
abbiamo organizzato Workshop, mostre, Cosplay Contest, conferenze, aste di beneficenza, proiezioni, ma, soprattutto,
abbiamo saldato insieme un grandissimo numero di professionisti e appassionati del settore, ed è proprio grazie a questa grande coesione che
il Gruppo da questo momento in poi andrà oltre l'essere un semplice punto di raccolta, proponendosi invece come un vero e proprio sito sui Fumetti, aperto assolutamente a tutti (non che prima fosse chiuso, ma lo scopo era ben diverso), mantenendo un nome che potrebbe sembrare limitante ma che per noi significa molto.
Sarò sincero, raramente compiango la nostra splendida isola, ma eravamo veramente molto indietro quando fondammo il Gruppo, è anche probabile che qualcuno inizialmente potrà avere pensato a noi come una specie di Setta Separatista, io stesso avrei storto il naso al pensiero di un GruppoLombardo di fumettisti, ma
è difficile immaginare la situazione individualista,chiusa e priva di sbocchi in cui ci trovavamo, assolutamente diversa dal resto dell'Italia (forse solo l'altra Isola potrebbe capirci...), abbiamo dunque scelto appositamente
un nome ironico che potesse contraddistinguerci, come è stato fatto anche con le tematiche trattate da
Gli Isolani, la nostra strip realizzata per il web (approdata sulle pagine di
ComicUs).
Col tempo, e col vostro aiuto, miglioreremo questo sito, ogni iscritto potrà gestire un suo spazio come una vetrina, contiamo molto sul forum come strumento di discussione, e non è assolutamente vietato proporre, ad esempio, una vostra rubrica, che sia a fumetti o scritta,
noi provvederemo a valutare con piacere tutte le iniziative che ci invierete.
Inoltre, è chiaro che
siamo alla ricerca di redattori che si occupino di recensioni, dossier e interviste, non possiamo più fare tutto da soli, le pretese si sono alzate e non basta un cuore palpitante per andare avanti, ma, permetteteci di dirlo, è proprio grazie a quel cuore che sappiamo di potere dare molto.
Seduti ai due bordi del letto, nudi, mangiamo arance troppo mature, dandoci le spalle. Fuori dalla finestra socchiusa è ancora giorno. Abbiamo finito da troppo poco, di fare l’amore, ancora nell’aria ne aleggia l’odore. Io non parlo, tu non parli. Sbuccio l’arancia con attenzione, intaccando la buccia con il coltello in strisce uguali, tento di strappare la buccia il più delicatamente possibile, per conservare tutta la polpa che posso. Tu dividi un arancia in quattro, con tutta la buccia, poi messa in bocca lo succhi avida fino a trarne tutto il dolce, il resto lo butti via. Anche se ci diamo le spalle, so che fai così, lo fai sempre.
Finiamo di mangiare l’arancia in silenzio, ognuno a modo suo, come abbiamo sempre fatto. Poi ti alzi, giri intorno al letto, senza quasi guardarmi. Raccogli le bucce dell’arancia ammucchiatesi tra le mie gambe. Guardo il tuo sedere muoversi, mentre vai in cucina a gettarle. Mi ristendo sul letto, lo specchio di fronte al letto, manda l’immagine di un uomo nudo e triste, un pene triste e floscio.
Tu torni ed i tuoi seni, alla luce della finestra socchiusa, luccicano di succo d’arancia e sudore. Anche loro mi sembrano tristi, come se sentissero il peso della gravità, un po’ più di prima. Rimani bella lo stesso. Senza neanche guardarmi vai in bagno, ti sento fare pipì. Sento scorrere l’acqua della doccia. Steso sul letto mi masturbo piano, cercando una nuova erezione, inutilmente.
Tu, nuda ed umida, esci dal bagno e cominci a rivestirti. Parli come tra te e te, dandomi le spalle, di una cena a casa dei tuoi. Raccogli le tue ultime cose, frughi nella borsetta. Io mi volto da un lato, fingo di dormire, l’acido dell’arancia che risale rapido su per la gola. Sento le tuie labbra tiepide posarsi sulla mia fronte, in un bacio freddo. Parole di saluto, che sanno di definitivo. I tuoi passi rapidi come di fuga. La porta che si chiude.
Mi alzo e vado alla finestra. Ti guardo attraversare la strada assolata, risollevare la schiena, procedere spigliata, oltre un angolo. Ti vedo sparire, mentre l’arancia continua a tornare su. Corro veloce in bagno.
Vomito sul bianco lancinante del lavandino