Se La Mettiamo Così...

   Il Blog di Fracartina.

 



link
Ambra
Auletta Studenti
Cinico
Claudio Stassi
Comicus
Draconico
Foolys
Galloz
Il blog di Beppe Grillo
il blog di Marco Rizzo
Manlio Mattaliano
Marco Failla
Roblog
Rossana Baldanza
il mio archivio
oggi
agosto 2007
dicembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
le mie categorie
counter
*loading* visite



domenica, 25 giugno 2006
 

Dichiarazione di poetica

Parlavamo poco tempo fa con un’amica, di poesia. Il verità prendevamo per il culo quel concorrente del grande fratello che si spacciava per un poeta futurista. Prendevamo per il culo le sue definizioni di poesia. Poi la mia amica mi chiese che cosa fosse la poesia per me. Mi lasciò spiazzato. Mi resi conto di non avere alcuna idea di come definire la poesia. Le chiesi tempo per la risposta. Ho impiegato alcuni giorni e sono riuscito a trovare, non una definizione ma, una metafora che racchiude il mio concetto di poesia.

La poesia è come la scoreggia: più rumore fa, meno puzza.

Tra l’altro credo che il concetto si possa applicare alla letteratura in generale.

postato da fracartina | 14:32 | commenti (2)
 

Il mondo è in continuo movimento. Cambia, si evolve, si accoppia e riproduce ad una velocità estenuante. Lo so perché  lo osservo da anni, dal medesimo punto d’osservazione, utilizzando la medesima lente d’ingrandimento. Sono per il metodo scientifico io. Ma mi sono sempre e solo occupato di scienze umane, così prediligo l’osservazione.

Tante cose ho visto cambiare in questi anni, sono rimasto ad osservare per vedere come andrà a finire, ma la fine sembra sempre più lontana, come un film di  Lars Von Trier. Comincio ad avere sonno. Mi pare di osservare il mondo attraverso un vetro, vedo le immagini, ma non avverto i suoni, così perdo il loro significato reale. Forse, in realtà, del mondo non ho capito niente, ho inventato dei significati per quello che vedo attraverso il vetro. Dei significati miei, che per nulla coincidono con la realtà.

Se tento di comunicare con il mondo che sta aldilà del vetro è altrettanto difficile. Mi sforzo, urlo, mi sbraccio. Ma dall’altra parte non capiscono. Sono troppo concitato, forse, lancio messaggi troppo complessi per giungere aldilà di un vetro. Penso che infondo, chi sta aldilà, deve avere le stesse difficoltà che incontro io a capire cosa mi dicono da oltre il vetro.

Così semplifico. Trovo dei movimenti standard, che somiglino il più possibile ai loro, riassumo interi concetti in un gesto, parole singole per un sentimento. Ci vuole poco a capire, che quello che giunge aldilà del vetro non sono io, sembro più il fumetto di me stesso.

Ogni tanto mi viene voglia di infrangere il vetro, saltare oltre la palizzata. Allora afferro una mazza, una sedia o un bidet e mi accingo a spaccare il vetro. Ma poi penso che non ho la minima idea di cosa ci sia oltre quella barriera. In tutto il mio osservare non ho capito un cazzo di chi siano quelli la fuori. Così riposo il bidet, lo riempio d’acqua e mi ci seggo sopra. Per sbollire un po’.

Ho provato a scrivere, per comunicare meglio con chi sta oltre il vetro. Ma anche qui sembra che la comunicazione sia difficile. Mi sento costretto ad infarcire le parole di nulla, per poter dire qualcosa, ho anche perso la concisione che avevo da ragazzino. Una volta sapevo scrivere poesie. Era come avere una bella pianta da coltivare con attenzione e delicatezza. Era bella, ed ero orgoglioso di coltivarla. Poi la pianta è seccata, non pian piano un poco per volta, tutt’assieme. Un giorno mi sveglio e lei era li secca, a concimare il terreno che fino a poco tempo prima l’aveva nutrita.

Povera pianta mia. Ancora alle volte, quando i sentimenti straripano e quasi esplodo dal non riuscire ad esprimerli, ne sento il profumo residuo come un soffio malinconconico.

Oramai la scrittura è diventata quasi una cosa meccanica, pervasa dagli stessi limiti del resto della comunicazione. Sta diventando sempre di più un mestiere. Inoltre mi trovo sempre più invischiato a creare una mia realtà, ancora una volta non riesco a comunicare me, a chi sta oltre il vetro, ne riesco a capire cosa ci sia aldilà. Tutto resta inutile ed inutilizzato.

Per questo, in fine, ho deciso di riprendere in mano questo blog. Per cercare di riperdere poco alla volta i limiti ed i confini impostimi. Per cercare di evitare gli schermi ed i filtri frapposti fra me e gli altri. Per questo scrivo e pubblico, senza troppo controllare se ci siano errori grammaticali o se qualcosa possa essere scritto meglio. Sicuramente la risposta è si in entrambi i casi. Ma se comincio a correggere e riscrivere i filtri tornano e gli schermi ricominciano a trasmettere immagini distorte. Meglio così.

ciao

postato da fracartina | 11:21 | commenti


venerdì, 23 giugno 2006
 

AVATAR 5

Con trepidazione apro la busta bianca. Lascio scivolare il contenuto nella mano.
Lo guardo estasiato, l’odoro. Resto a fissarlo terrorizzato dall’aprirlo. Ho aspettato tanto e finalmente è qui, quasi non ci posso credere. Vorrei essere più emozionato, ma temo che mi scoppierebbe il cuore.

È il mio primo vero fumetto. Il quinto numero della miniserie Avatar, edito da Cronaca di Topolinia, scritto dalla bravissima Rossana Baldanza che mi ha voluto regalare un numero da sceneggiare.

È bellissimo, la copertina del mitico Sergio Algozzino è splendida. Rimango una decina di minuti a guardare solo quella. Mi vengono le lacrime agli occhi per quanto è bella. No3_The_Moon_by_FoOLyS


Odoro la carta e sa di buonissimo, di sogni e futuro di amore di troppe cose per poterle dire tutte…
Poi lo apro lentamente, comincio a guardare i disegni di Alessandro Bianchi, che dona un tratto del tutto originale a questo numero. Comincio a leggerlo, curioso come se non lo avessi scritto io. Poco a poco, però la consapevolezza mi torna e, comincio a dare le capocciate al muro urlando cose tipo:
“Ma perché ho scritto così, avrei potuto scrivere in quest’altro modo…” “Ma l’ho davvero scritto io questo? E non mi hanno ancora preso a calci nel culo?” “madonnasanta sembra la fiera delle banalità” Avrei voluto dare fuoco all’albo, telefonare al Tao e dirgli di mandare al macero la tiratura che riscrivevo tutto daccapo…

Poi  fumo una sigaretta e riesco a calmarmi. Rileggo tutto, è comunque la struttura regge bene, le idee graziose ci sono e tutto sommato poteva andare peggio. Certo oggi utilizzerei duemilioni di parole in  meno, per fare dire ai personaggi le medesime cose, e fargliele dire meglio. Ma mi dicono che come albo d’esordio non posso lamentarmi così mi accontenterò.
Correggerò i dialoghi di Maschere, sino all’arrivo in tipografia, se ce ne fosse bisogno anche mentre girano sul rullo della stampante.

Due parole su Avatar e Rossana Baldanza.
Credo che Avatar sia una dei migliori fumetti italiani in circolazione in questo periodo. La storia è storia è originale, sempre in bilico tra realismo e fantasia sfrenata. Il taglio è moderno, quasi da telefilm, il ritmo sincopato, le situazioni ambigue. I personaggi che ha creato sono accattivanti e complessi; la trama parte da loro, dal loro vissuto, non sono burattini che si trovano a dover recitare la parte assegnata. Sono i giusti protagonisti per una storia come questa. Non è facile per il lettore indovinare come andrà a finire. Io conosco abbastanza bene tutta la prima parte della miniserie, conosco tutti i personaggi e molti sviluppi, ugualmente non riesco a capire come Rossana intenda sbrogliare la situazione.
Ovviamente Rossana è un’esordiente, Avatar è il suo primo vero fumetto. Un lettore attento ed esperto può trovare tante piccole pecche nel suo lavoro, questo è normale. Ma fidatevi, qualunque pecca possiate trovare, la storia rimane ugualmente godibilissima ed emozionante. Presto mi aspetto di ricevere notizie di una Rossana sceneggiatrice di serie mooooooolllllllltoooooo famose.

Due parole sui disegni. Sorvoliamo sulle copertine di Sergio Algozzino. I disegni del primo numero sono di Claudio Stassi, giovane disegnatore ma con gia all’attivo numerose importanti collaborazioni, che firma un numero a dir poco spettacolare. Il secondo numero porta la firma di Gianluca Gugliotta, nato proprio sulle pagine di Cronaca di Topolinia come disegnatore di Avalonia, anche lui non ci lesina certo il suo talento. Maurizio Campidelli firma il numero tre, ed è piaciuto così tanto ai lettori che gli sono stati affidati i pennelli dell’Avatar speciale che dovremmo poter leggere a Lucca.  Potrei continuare ma mi fermerò qui. Solo credetemi sulla parola, vale la pena leggerlo.
ciao

postato da fracartina | 13:29 | commenti (6)


lunedì, 19 giugno 2006
 

Stanotte faceva caldo e non riuscivo a dormire. Quando mi succede così, se m’incaponisco a rimanere a letto, ottengo solamente di disfare il letto e bagnare le lenzuola. Così mi sono alzato. In cucina ho bevuto del latte, non lo faccio mai, ma questa volta m’era venuta voglia. Poi ho acceso una sigaretta e sono uscito in balcone. Ho fumato in silenzio, poggiato al parapetto, guardando la notte davanti a me.

Abito in un vecchio cortile di paese. Entrandovi la stradina è strettissima, ma pochi metri dopo si allarga in un ampio spiazzale. A destra c’è la palazzina nella quale abito, a sinistra un ampio giardino incolto, pieno di alberi di mandarino ed immondizia. Una baracca di lamiera e rete metallica  ospita due cani, sono entrambi maschi ma in mancanza di femmine si montano a vicenda. Accanto al giardino c’è una vecchia casa abbandonata. Quando sono venuto ad abitare in questo cortile, era abitata da una vecchia signora impazzita per la morte del marito. Ricordo che allevava galli nel terrazzino, galli che all’alba cantavano in coro. Il primo giorno pensai che fosse pittoresco svegliarsi al canto del gallo, dopo una settimana sognavo di mangiarli al forno. La vecchia signora, viveva abbandonata a se stessa e morì dopo un paio d’anni. La casa rimase abbandonata e presto l’incuria ed il maltempo la devastarono. Una delle persiane, che dava sul piccolo balconcino del prospetto, si ruppe aprendosi su uno squallore di poveri mobili abbandonati ed impolverati, nessuno la richiuse mai.

Così stanotte fumavo una sigaretta accaldata e guardavo il giardino incolto, i cani che si sfogavano l’uno sull’altro e la vecchia casa abbandonata, la persiana eternamente aperta sul piccolo balcone scrostato. Poi la vidi.
Stava dritta sulla soglia del balconcino, immobile, vecchia come la ricordavo, vestita di nero come sempre. Guardava qualcosa, dritto dinnanzi a se tenendo le mani in grembo. L’ombra della persiana le si proiettava addosso, oscurandola in parte. Rimasi a fissarla mentre la sigaretta, dimenticata, si consumava tra le mie dita. Mi chiedevo se, per caso, avrei dovuto provare paura. Non ne avevo. Solo lo stupore mi riempiva. Lei continuò per un po’ a guardare fisso davanti a se. Poi alzò lo sguardo e mi guardo. Mi sembrò che una strana espressione le riempisse il viso. Ci guardammo pieni di stupore da una parte e dall’altra. Poi la sigaretta raggiunge il filtro e mi scottai. Guardai la mano mentre lasciavo cadere il mozzicone. Poco più di un secondo, ma quando tornai a guardare, lei non c’era più.

Non sapevo che fare. Attesi un po’che tornasse, poi tornai a letto a rigirarmi tra le lenzuola. Mi chiedevo che cosa avevo visto. Mi chiedevo che cosa avesse visto lei guardandomi. Ma più mi tornava in mente la sua espressione più mi convincevo che era quella di qualcuno che avesse appena visto un fantasma.

postato da fracartina | 17:09 | commenti (4)


sabato, 17 giugno 2006
 

Senza Parole

Questa mi limito a linkarla.

Alieno su ebay
postato da fracartina | 11:26 | commenti


venerdì, 16 giugno 2006
 

Spidy fa outing

SPOILER









Leggo copio ed incollo da Corriere.it
È una vignetta destinata a segnare la storia del fumetto quella che apparirà sul prossimo numero di «Civil War», la«Mi chiamo Peter Parker. L'uomo ragno sono io, da quando avevo quindici anni». È una vignetta miniserie in sette uscite dello sceneggiatore Mark Millar. Spiderman si toglierà infatti la maschera durante un'affollatissima conferenza stampa per rivelare la sua identità segreta. E mentre scatta una raffica di flash, il supereroe chiederà provocatorio: «Qualche domanda?».
foto1
Questa volta voglio capire come faranno a risolvere la questione, perchè una volta rivelata la sua identità segreta per l'uomo ragno è finita, tutti i suoi nemici si metteranno sulle sue tracce per sterminare MJ e zia May, nonchè perderà completamente senso l'indossare il costume da supereroe più figo della storia. Detto questo al povero Peter non rimane che una cosa da fare (per completare la parabola di vita del personagio): Morire.foto3
Ma, siccome non si chiude una testata come Spiderman (anzi delle testate come Spiderman, perchè sono più di una), ed è stato più volte da più parti detto che CivilWar avrà effetti duraturi su tutto l'universo Marvel voglio capire come intendono risolvere la situazione. Spero non si scopra che era tutto un sogno, come la morte di Bobby in Dallas, o che non arrivino i MIB a sparaflashare l'intero pianeta terra. Peggio ancora potrebberò dirci che dietro tutto cio c'è ancora Scarlett, e che tutto ciò che succede non è altro che la prosecuzione di House of Marvel. Peggio che tutto continui come se nulla fosse accaduto...Brrrrr.
Certo c'è da dire che la firma di Millar hai testi potrebbe dare una certa sicurezza, ma anche i grandi scivolano. Speriamo bene. Gia le immagini trapelate sul nuovo costume di Spidy, però le notizie che inizano a giungere da oltreoceano non lasciano presagire nulla di buono.
postato da fracartina | 16:42 | commenti (4)


giovedì, 15 giugno 2006
 

MANIFESTO_PF-716096Comunicato Stampa:

La Scuola del fumetto, sede di Palermo, e' lieta di annunciare che martedì 20 giugno alle ore 16.00, presso l' Oratorio di Santo Stefano Protomartire, sita in P.zza Monte di Pietà n.5, Palermo, si svolgera' l'inaugurazione della mostra "Gabriele Dell'Otto: Marvel Artist" alla presenza dell' autore.
L'autore sarà a disposizione per autografi, domande e schizzi inediti.
La mostra resterà aperta da martedì 20 a sabato 24 giugno dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, presso l'Oratorio di Santo Stefano Protomartire, in p.zza Monte di Pietà n.5 a Palermo.
L' evento rientra nella manifestazione "Palermo Fumetto 2006" organizzata dalla stessa Scuola del Fumetto e dalla Grafimated Cartoon, in collaborazione con Pan Store di Palermo ed Extroart, che nei mesi di giugno e luglio prevede altri incontri, conferenze e proiezioni.
A tal proposito i prossimi appuntamenti saranno mercoledì 28 giugno con la conferenza: "Sceneggiature a confronto: stile italiano e stile americano" a cura di Giovanni Di Gregorio e Marco Rizzo (modera Sergio Algozzino), e giovedì 29 giugno con la conferenza "Evoluzione del Manga: Dalle origini ai nostri giorni" a cura di Sergio Algozzino.

Ingresso libero

Siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento

Salvo Di Marco
Scuola del Fumetto
Grafimated Cartoon
www.grafimated.com
www.scuoladelfumetto.com
www.palermofumetto.tk

Ufficio Stampa:

Grafimated Cartoon - tel. 091/582741
e-mail: grafimated@libero.it
postato da fracartina | 12:24 | commenti


mercoledì, 14 giugno 2006
 

Pupi & Pupari

PUPI E PUPARI  -700144



















Questa tavola, disegnata dall’ineffabile Claudio Stassi, fa parte del primo vero fumetto che abbia mai scritto. S’intitola Pupi & Pupari e lo scrissi in occasione dell’ormai mitico “primo incontro del Gruppo Trinacria” al parco Orcinus Horca  di Messina, dove fu disegnata in gruppo ed entrò a fare parte di una mostra a fumetti sui miti siciliani che si tenne poco tempo dopo, prima alla libreria Altroquando e poi allo stesso Orcinus Horca. Esperienza stupenda quei giorni a Messina, dove conobbi tanta gente stupenda. Primo tra tutti Quirino Calderone (non me ne vogliano gli altri) mio attuale partner artistico per Maschere.
Comunque, per tornare alla tavola, poco tempo dopo fini anche in copertina al mensile Free-press Lapis. Per anni ho domandato a Claudio se me la regalava, ma la risposta è stata sempre No!.

Qualche tempo fa infine Claudio la mise all’asta per finanziare la campagna elettorale di Rita Borsellino. sono molto affezionato a questa tavola e sono contento che alla fine sia servita ad una nobile (quanto ahimé inutile) causa. Solo mi domando in mano a chi sia finita…

postato da fracartina | 18:42 | commenti (4)


martedì, 13 giugno 2006
 

Un pò in ritardo scopro, copio ed incollo dal sito di Manlio
"Premio Albertarelli:[Ad un giovane disegnatore affermatosi nel corso dell’anno precedente]: Per aver costituito un concreto sodalizio, capace di dedicarsi ad attività variamente articolate, con il definitivo approdo a una serie fumettistica collaudata qual è Desdy Metus l’Insonne, nella quale hanno apportato il segno di una matura professionalità, alle sorelle Francesca e Michela Da Sacco (NdMatta: che sono state entrambe autrici dello staff di AVALONIA, per poi passare a MIS, e creare quindi l'imminente GALAXIES).

Per l’instancabile attivismo che, partendo da una attività di semplice appassionato lo ha condotto a realizzare iniziative e prodotti editoriali di apprezzabile professionalità, all’editore amatoriale Salvatore Taormina."

Senza volere essere di parte, i lavori pubblicati da Salvatore potranno piacere e non piacere (ed io stesso non li apprezzo tutti), ma c'è da dire che merita proprio un premio per il coraggio avuto. Ha avuto le palle di tentare e di impegnarsi in quello in cui crede e che ama, cercando di uscire da certi schemi e logiche malate che oggi sembrano avere invaso il fumetto. Un uomo che crede in quello che fa, che crede nei suoi autori sconosciuti e ne rispetta la dignità pagandoli (poco è verò ma anche più di molti editori più grossi e non amatoriali).
Per questo sono contento di questo premio.
Nella speranza che ne arrivino tanti altri.
Ma forse, come dice Manlio, è solo un pazzo.
postato da fracartina | 22:32 | commenti (1)
 

Meteropatie&Bronchiti

Periodo di casini. Periodo influenze e bronchiti assortite. Periodo di corsi regionali e levatacce mattiniere. Non sono buono più neanche per scrivere. Sono almeno due settimane che voglio uscire a bere una birra e non ci riesco. Poi c'è il sole ustionante ed il vento gelido ed io che sono meteropatico, mi sento molto confuso.
Però sto rileggendo Il Corsaro nero, durante le corse in pulman. Sarà la decima volta che lo leggo e sempre mi emoziona. Credo che sia uno dei migliori libri del mondo, dentro c'è tutto, avventura, amore, morte. Un capolavoro troppo spesso ignorato o snobbato come lettura per l'infanzia. Tra l'altro qualche tempo fa l'ho comprato in edizione Garzanti (3 euri in una bancarella stupenda edizione del 76), un edizione adulta. Fino ad ora l'avevo letto in edizione iperillustrata ipercolorata in cartonato verde smeraldo, un edizione per bambini appunto, letta così tante volte da essere praticamente sbrindellato. Mi fa quasi impressione leggerlo in questa nuova versione seriosa, sembra quasi un libro diverso.
Se trovo 5 minuti, appena finisco di rileggere il libro voglio tornare a parlarne...
Ma visto come vanno le cose per ora...sigh-sob.
ciao
postato da fracartina | 22:20 | commenti